Teresa Chiaramonti della 3DL e Sara Bargiacchi della 5AS sono tra i vincitori dell’undicesiama edizione del Premio Città di Prato “Arte di Parole” intitolato a Gianni Conti a cui hanno partecipato studenti di scuole superiori provenienti da diverse regioni italiane, tanto che tra gli autori dei 12 racconti selezionati dalla giuria c’erano, insieme a tre pratesi,  anche alunni di scuole superiori di Cosenza, di Roma, di Teramo, di Potenza,  di Latina e di Firenze. La premiazione è avvenuta in forma solenne nella sala consiliare del Comune di Prato alla presenza del presidente del Premio Luca Bindi e di due testimonial di prestigio: il campione olimpico Luca Zazzeri e la scrittrice Sandrea Petrignani. I dodici racconti vincitori, che saranno pubblicati a cura dell’organizzazione del Premio in un volume edito da Pagliai-Polistampa, sono stati scelti attraverso un severo processo di selezione avvenuto in due fasi: una prima fase in cui dodici lettori esperti hanno indicato due racconti ciascuno e una seconda fase in cui la giuria ha stilato la graduatoria dei dodici vincitori. I racconti di Teresa Chiaramonti e di Sara Bargiacchi si sono piazzati rispettivamente al quinto e all’ottavo posto. Le due alunne del Copernico, nel ricevere l’attestato con  i complimenti della giuria, hanno avuto parole di ringraziamento nei riguardi delle loro insegnanti.
Si riportano di seguito le motivazioni ufficiali stilate dalla giuria per i racconti delle studentesse del Copernico:
5 – “Ascoltami, Fidati Di Me” di Teresa Chiaramonti
Classe 3^DL Liceo Copernico di Prato
Scorrevole, tocca un tema attualissimo, un dramma dei nostri tempi, una fobia, come tutte le altre, accentuata ed esasperata dal periodo Covid. Una coscienza severa che ossessiona la ragazza protagonista della storia con molto virgolettato, forse eccessivo. Il racconto si sofferma su una problematica assai attuale, soprattutto nelle nuove generazioni: cibo, peso, aspetto fisico.

8 – “Nei Gesti Sottili” di Sara Bargiacchi
Classe 5^AS Liceo N. Copernico Prato
(Premio Città di Prato)
Scritto benissimo. Così come il tema indefinito e aperto a interpretazioni personali più diverse. La materializzazione, quasi l’incarnazione dei sentimenti è emozionante, l’autrice corre tanti rischi, come l’eccesso di astrattismo o altri eccessi, ma non cade assolutamente in nessuno di questi. Per mezzo di una scrittura “sospesa” viene ricreata un’atmosfera suggestiva, dove il silenzio prende voce