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Per la tematica di Cittadinanza “Ben-essere e lavoro”, le classi terze hanno partecipato in biblioteca a un incontro con due lavoratori del Collettivo di Fabbrica GKN e Valentina Baronti, autrice del libro “La fabbrica dei sogni”. Un momento di riflessione su una tematica, quella del lavoro, di grande importanza per la formazione degli studenti.
“Il 12 dicembre, presso la biblioteca del Liceo Scientifico Copernico, gli studenti delle classi terze hanno incontrato la scrittrice Valentina Baronti e due lavoratori della GKN, che da più di due anni ormai combattono per difendere i loro posti di lavoro e il loro futuro. Nonostante le difficoltà e i mesi senza stipendio, i lavoratori non si sono mai arresi. La loro battaglia va oltre la difesa del lavoro: vogliono anche un futuro migliore per le generazioni future.
Il loro motto è “Resistere un minuto in più del padrone”. La fabbrica è diventata, infatti, un simbolo di resistenza, un luogo di solidarietà dove si è svolto anche il Festival Working Class, che ha riunito migliaia di persone. Questo movimento, infatti, non si limita a difendere i diritti dei lavoratori di GKN, ma si batte per un cambiamento sociale più ampio.
Valentina Baronti, membro della SOMS e responsabile dell’ufficio stampa del Collettivo di Fabbrica, ha raccontato questa lotta nel suo libro “La fabbrica dei sogni”, dove il personaggio di Agata rappresenta la sua voce di speranza in questo mondo migliore, dove i diritti dei lavoratori trovino una loro concreta attuazione. Come ha detto Valentina, “quando hanno smesso di produrre semiassi, hanno iniziato a produrre sogni”, dimostrando come la lotta può essere anche un’opportunità per costruire qualcosa di positivo.
La sicurezza sul lavoro è un altro tema importante per gli operai della GKN, soprattutto dopo incidenti come quello di Luana D’Orazio a Prato. Grazie all’Articolo 11 dello Statuto dei Lavoratori, gli operai hanno potuto mantenere un’assemblea permanente per far sentire la loro voce e difendere i diritti di tutti i lavoratori.
La GKN è così diventata un simbolo di lotta, speranza e solidarietà. I lavoratori, con il supporto della comunità, dimostrano che la resistenza collettiva può davvero fare la differenza per un futuro senza ingiustizie sociali ed economiche.”
Alessio, Francesco e Saverio, IIIDS
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