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Oggi, giovedì 27 febbraio 2025, le classi 2AS, 4FS e 4HS del liceo Copernico hanno partecipato ad un incontro diretto dal dottor Gianni Fruganti, ex magistrato che si è occupato soprattutto del settore penale, e dal dottor Emilio Bettini, avvocato del Foro fiorentino. Nell’incontro “Dei diritti e delle pene”, il cui titolo rimanda all’opera di Cesare Beccaria, sono stati affrontati gli aspetti principali del processo penale e le sue dinamiche, concentrandosi soprattutto sui diritti dell’imputato. L’incontro è stato utile per diversi spunti di riflessione.

In apertura, i relatori hanno spiegato come funziona un processo penale nel nostro ordinamento, quali sono le sue fasi e quali i protagonisti. I soggetti del processo sono l’imputato, il soggetto indagato assistito dal suo difensore, il giudice, che deve emettere un giudizio, e il pubblico ministero, che ha il ruolo dell’accusa. In particolare nel nostro ordinamento il pubblico ministero è una figura che ha il compito di mostrare al giudice le prove necessarie per un corretto giudizio finale, con l’obbligo di ricercare anche le prove a favore dell’imputato. Le fasi principali del processo sono la ricezione della denuncia, lo svolgimento delle indagini, la discussione del giudizio nel quale vengono assunte le prove, e la sentenza finale.
Gli studenti hanno partecipato attivamente all’incontro in quanto sono stati chiamati a riconoscere il volto di due persone entrate precedentemente nella sala scegliendo tra diverse foto di persone, assumendo così il ruolo di testimoni in un processo penale. Il risultato ha mostrato che la maggior parte degli studenti non ricordava i due volti, e non era in grado fornire dettagli sulle caratteristiche dei due soggetti, pur avendoli visti. Lo scopo dell’esperimento era dimostrare che la capacità media di una persona di ricordare in modo preciso certi dettagli è molto scarsa, e che dunque la ricognizione fotografica ha poca attendibilità. Questo e altri fattori contribuiscono spesso a rendere un processo penale molto complesso, in quanto è difficile stabilire la verità dei fatti.
La discussione si è concentrata poi sulla figura dell’imputato e su quali sono i diritti che il processo cerca di tutelare a chi si trova indagato ed eventualmente imputato in un processo penale. Gli studenti sono stati coinvolti una seconda volta, ed è stato chiesto loro quali diritti in particolare sceglierebbero di avere nel caso in cui dovessero essere sottoposti ad un interrogatorio o ad un processo. Dopo aver passato in rassegna le varie risposte, il dottor Fruganti ha fatto notare che tutti i diritti espressi dagli studenti sono diritti che noi, oggi, in Italia abbiamo, ma che sono stati tutti frutto di lente e faticose conquiste.
In conclusione, agli studenti sono stati suggeriti spunti di riflessione sullo scopo ultimo del processo e della giustizia penale, a partire dal principio della colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio” con cui ogni giudice è chiamato ad esprimere una sentenza di condanna: è preferibile avere un innocente in galera o cento colpevoli fuori?
All’inizio della conferenza Fruganti e Bettini avevano espresso la volontà di avere con gli studenti un “colloquio non banale”: così effettivamente è avvenuto, poiché l’incontro è stato coinvolgente e diverso dalla solita lezione frontale.
Leonardo Zaccagnini e Anna Panerai 4HS
Il giorno 27 febbraio, gli alunni di due classi quarte e di una classe seconda hanno incontrato due esperti di processi penali: l’avvocato Emilio Bettini e l’ex giudice Gianni Fruganti. Il tema dell’incontro, intitolato “Dei diritti e delle pene”, erano i diritti dell’imputato. Per farci comprendere meglio l’argomento, ci hanno proposto due attività.
Per quanto riguarda la prima attività, inizialmente sono state fatte entrare due persone nell’aula semplicemente per portare delle bottiglie d’acqua all’avvocato Bettini e al dottor Fruganti, volutamente senza richiamare particolarmente l’attenzione di noi ragazzi. Ci è stato poi chiesto: e se, magari, quelle due persone, entrando, avessero sparato a qualcuno, saremmo stati noi, testimoni, in grado di identificarle? Proprio per questo motivo, in un secondo momento a ciascuno di noi sono state sottoposte sei immagini raffiguranti sei persone, piuttosto simili fra loro, sospettate di essere il primo ignoto, ed altrettante circa il secondo. L’obiettivo di questa attività era farci comprendere il difficile ruolo del testimone: nella maggior parte dei casi, infatti, egli non ha prestato particolare attenzione alle persone o ai fatti su cui deve riferire, proprio come noi con le due persone entrate normalmente nella stanza. Se fosse stata una vera testimonianza, le indagini in uno dei due scenari si sarebbero indirizzate nei confronti della persona sbagliata.
Successivamente, l’avvocato Bettini e il dottor Fruganti ci hanno coinvolto in una seconda attività a gruppi: ogni studente doveva mettersi nei panni di una imputato, accusato di un grave reato, magari in un paese straniero ed innocente, e scrivere dieci diritti che avrebbe ritenuto opportuno avere durante il procedimento giudiziario. Discutendo poi riguardo i vari diritti che i diversi gruppi di alunni avevano scelto, ci è stato detto che ad oggi, per lo meno nel nostro paese, sono praticamente tutti garantiti, ma per molti di questi si è dovuto lottare molto e sono state delle importanti conquiste per la società.
Noi ragazzi di seconda abbiamo trovato molto interessante l’incontro poiché ci ha permesso di riflettere, grazie alle domande poste dagli esperti, e di conoscere meglio l’ambito giudiziario. È stato un modo per avvicinarci a dei temi affrontati solitamente da ragazzi più grandi di noi e siamo riusciti a prestare attenzione all’importanza che hanno queste tematiche nella società di oggi. È stato poi molto apprezzato da tutti noi il fatto che fosse una lezione interattiva, e non frontale, in cui abbiamo quindi potuto partecipare attivamente, esprimendo il nostro parere sulle varie questioni che venivano sottoposte alla nostra attenzione. Incontri come questo offrono veramente la possibilità di affacciarsi al mondo che ci circonda, di comprendere meglio determinate tematiche importanti quale ad esempio il processo penale, e di interloquire con esperti nel determinato ambito, in grado di rispondere a domande e offrire preziosi chiarimenti. Alla fine delle due ore, ci hanno salutato ponendoci queste due domande: è preferibile che, nell’intento di assicurare la giustizia, un innocente venga condannato insieme a cento colpevoli, oppure che non vengano condannati né l’innocente né i cento colpevoli? La nostra opinione sarebbe la stessa qualora quel singolo innocente condannato fossimo noi? Ne discuteremo approfonditamente insieme nel prossimo incontro.
Lorenzo Schiavone e Martina Licitra – 2AS
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