Il contenuto della circolare numero è riservato.
Francesco Marchettoni (classe 3 DS) si è classificato primo per l’Inferno, mentre Letizia Bacci (classe 5 FS), dopo ben tre spareggi, si è classificata seconda concorrendo per il Paradiso. Lodevole per l’impegno profuso anche Giampaolo Balletta (classe 4 CL) che ha gareggiato per il Purgatorio.
Gli studenti del terzo anno si sono sfidati sulla memoria del canto IV dell’Inferno, quelli del quarto anno sul canto XXI del Purgatorio, quelli del quinto anno sul canto XXXIII del Paradiso.
“Dante e la vis poetica (…) le faville (…) de la divina fiamma, questo il tema della XVII edizione della Tenzone dantesca, che si è tenuta nei giorni 27-28-29 Marzo 2025 a Nocera Inferiore con l’obiettivo di valorizzare la lettura interpretativa del testo dantesco.
La Giuria, composta da esperti e docenti e presieduta da personalità del mondo della cultura e dell’istruzione, ha tenuto conto dei seguenti criteri di valutazione: capacità interpretative (intonazione e parafonica); dizione (ortoepia e ortologia); originalità della drammatizzazione.
“ È ancora possibile la poesia?
Riecheggia nuovamente la domanda che Eugenio Montale si pose all’atto di ricevere il premio Nobel per la Letteratura perchè sembra che oggi la poesia non abbia alcun valore, sia considerata inutile. Ma la poesia, come ha ben sottolineato la Presidente della Giuria, Dirigente Scolastico Prof.ssa Teresa Staiano, ha una forza particolarmente vigorosa, accende le menti, entusiasma gli animi, è un atto creativo tale da fondare il mondo, renderlo interpretabile e conoscibile attraverso la forza della parola. È lo strumento del cambiamento, l’immaginario di un altro mondo possibile e auspicabile: lo stesso Dante attraverso i suoi versi è riuscito a cambiare il suo destino di esiliato e talvolta quello dei suoi personaggi, inoltre ha forgiato la nostra lingua italiana. E allora la virtù poetica non è un richiamo a qualcosa di etereo: non si fa poesia perché è bello, ma perché è indispensabile per capire ciò che è giusto e necessario e ciò che non lo è. Possa dunque la vis poetica aiutarci a innalzare lo sguardo verso quello che vorremmo vedere, verso una dimensione vera, quella che ci aiuta a realizzare la nostra vita, dando un senso ai nostri problemi e alle nostre miserie per riaccendere la forza del cambiamento e la fiducia nel pensiero e nell’espressione di questo. La poesia è una vis che esprime le faville della divina fiamma.
Dopo aver partecipato per tre anni consecutivi, quest’anno ho concluso la mia esperienza alla Tenzone dantesca. La prima volta che ho deciso di aderirvi non sapevo cosa aspettarmi, né quali emozioni mi avrebbe regalato; ho però avuto la soddisfazione di provare la gioia del primo posto. Così ho deciso di mettermi in gioco anche per il Purgatorio con il canto XXVI e quest’anno per il Paradiso con il canto XXXIII, concludendo entrambe le gare di memoria poetica con un secondo posto. La Tenzone dantesca non è soltanto una competizione, ma anche un’opportunità per poter ascoltare le parole di persone ragguardevoli in campo culturale e per creare legami di amicizia con ragazzi provenienti da tutta Italia che con la stessa passione e rigore si sono impegnati a imparare e a declamare un canto. Oggi, guardandomi indietro, so che questa esperienza è stata un’opportunità di crescita che mi porterò dentro con piacere e soddisfazione, pertanto mi sento di dire a chi deciderà di intraprendere questo percorso di trarne il meglio, a prescindere dagli esiti che gli riserverà”.
Letizia Bacci, classe 5 FS
Una menzione speciale di merito per gli studenti partecipanti anche da parte delle docenti di Lettere prof.sse Alessia Cecconi, Alessandra Di Bella e Silvia Ristori che li hanno accompagnati nella preparazione e che hanno riscontrato in loro un profondo amore per Dante e un autentico desiderio di crescita personale e culturale.
Prof.ssa Cinzia Marcucci
Servizio televisivo sulla tenzone dantesca






0