Il contenuto della circolare numero è riservato.
9 ragazzi delle classi quarte del nostro Liceo Copernico sono appena ritornati dall’esperienza del “Treno della Memoria 2026”. Organizzato e finanziato dalla Regione Toscana, il progetto ha visto i nostri studenti prendere parte ad una visita ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e la città di Cracovia, assieme ad altri 500 ragazzi di altri istituti e università della regione, rappresentanti di associazioni antifasciste e minoranze etniche e membri del governo regionale.
Dopo un discorso tenutosi alla Palazzina Reale di Firenze dal Presidente Eugenio Giani, i nostri ragazzi sono partiti in data 23 marzo con un treno speciale fino alla stazione di Oswiecim, in memoria dell’iter della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale.
Accompagnati dalle sorelle Bucci, testimoni che hanno vissuto alle età di 6 e 4 anni la vita nei campi di sterminio, hanno percorso alcuni dei luoghi più tragici della storia dell’umanità, ribadendo il ruolo fondamentale della Memoria. L’arrivo al campo di Birkenau ha messo gli studenti di fronte all’immensità della macchina dello sterminio. Camminando lungo i binari che portano alla famigerata ‘Porta della Morte’, i ragazzi hanno potuto percepire l’estensione infinita del campo, dove i resti dei forni crematori, distrutti dai nazisti nel tentativo di cancellare le prove dei loro crimini, gridano ancora oggi la verità. Questo tema è stato al centro del progetto stesso, ed in particolare della commemorazione a cui i nostri studenti hanno partecipato presso il Memoriale Internazionale all’interno del campo di Birkenau. La cerimonia, tra le macerie delle camere a gas, è stata un momento di silenzio assordante, in cui il dovere della memoria si è trasformato in impegno civile.
Nel giorno seguente, è stato visitato il campo di Auschwitz I, il campo madre da cui si è amplificata la furia nazista a partire dal 1940. Gli studenti sono stati quindi accompagnati all’interno del campo e del museo, vedendo con i propri occhi i resti del genocidio nazista. Ad Auschwitz I, il gruppo ha varcato il cancello sormontato dalla scritta cinica ‘Arbeit macht frei’. All’interno dei blocchi in mattoni, ora trasformati in sale museali, l’impatto con la realtà è stato brutale: le teche colme di scarpe, valigie con nomi scritti in fretta, occhiali e capelli tagliati alle vittime hanno dato un volto umano e individuale ai numeri astratti della statistica. Visitare il ‘Blocco 11’, il padiglione delle torture, e sostare davanti al ‘Muro della Morte’ ha permesso di comprendere la capillarità del terrore esercitato quotidianamente sulle persone segregate. Questi luoghi di testimonianza ed estrema commozione hanno profondamente segnato i ragazzi, facendo risuonare in essi l’importanza di una memoria attiva e consapevole, specialmente in tempi difficili.
Il quarto giorno è stato invece dedicato alla visita della città di Cracovia, seconda città più importante della Polonia ed una delle poche in Europa a non essere stata colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. I ragazzi hanno percorso le strade del ghetto ebraico, estremamente ricco di storia e cultura, ancora segnato dall’impronta della segregazione a cui gli ebrei erano sottoposti quando la regione passò sotto il controllo tedesco. Successivamente, la visita si è conclusa nel centro storico della città, per risalire sul treno la sera del 26 marzo e il rientro a Prato il 27 marzo.
È stata questa un’iniziativa di grande importanza, che rivestirà una pagina cruciale nella crescita degli studenti e nella vita di tutti partecipanti al progetto. Occorre ringraziare per questo il governo della Regione Toscana che ha permesso questa esperienza e al Liceo Copernico per la partecipazione al progetto. Al rientro nelle classi, i nostri ragazzi hanno restituito le loro impressioni alle loro classi e diffuso il racconto con gli altri studenti della scuola.
Il “pellegrinaggio laico” presso i luoghi di memoria dello sterminio nazifascista, recuperando una definizione data dall’Assessora all’istruzione con delega alla memoria Alessandra Nardini, ha come scopo quello di toccare più da vicino quei posti, stampare nella coscienza dei più giovani ciò che di atroce è stato scritto dalla mano dell’uomo, forgiare, come dice la senatrice a vita Liliana Segre, nuove “sentinelle di memoria”, che custodiscano il ricordo di ciò che è accaduto e spargerlo tra i coetanei, compagni, familiari.
Poiché “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.” -Primo levi
Matteo S., Laura D.

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